Cristina Galbiati - Common Land LAC Lugano - Photo G. Berruti -

In scena l'esplorazione del Non-Umano

La compagnia ticinese Trickster-p presenta Common Land, uno spettacolo non convenzionale che potremmo definire come un "viaggio" tra le dimensioni che compongono il nostro piccolo mondo. Il pubblico esplora un paesaggio in continua trasformazione: un'esperienza collettiva ma anche fortemente individuale, non un'unica prospettiva ma una costellazione di sguardi. Dal 25 febbraio al 4 marzo 2026 con doppia replica (feriali ore 18 e 20,30 - festivi ore 14 e 17) presso il Teatrostudio del LAC di Lugano. Una scommessa per LAC Lugano Arte e Cultura che tra gli obiettivi ha anche quello di "trovare nuovi territori di ricerca, forme d'arte capaci di spostare il punto di vista e sostenere le compagnie indipendenti per poterne garantire l'autonomia", come ha spiegato il direttore artistico Arti performative Carmelo Rifici alla conferenza stampa del 10 febbraio 2026. 
Ma che cosa significa essere un'artista indipendente? Lo abbiamo chiesto alla regista Cristina Galbiati. 
Che cosa desidera esplorare? Nel corso degli anni la mia pratica si è allontanata dal concetto di teatro in senso stretto per indagare possibili segni espressivi trasversali che siano il risultato della commistione di strumenti artistici eterogenei. Un invito allo spettatore ad aprire i propri spazi percettivi e a creare la propria realtà in un territorio di frontiera tra la visione interiore e la visione esteriore. Common Land, ad esempio, è un tempo che abitiamo come umani pensando di poterlo controllare ma vissuto anche da altri elementi che hanno prospettive diverse dalle nostre.
Lei dice che Common Land è un viaggio che invita a guardare oltre ciò che vediamo e a sentire quello che spesso sfugge al nostro sguardo quotidiano. Quindi un invito alla mente umana ad aprirsi e a scoprire anche il non-umano?
Common Land è uno spettacolo che esplora il tempo e lo spazio e come questi siano abitati e trasformati da esseri umani e non umani. Il percorso drammaturgico è guidato dal tempo stesso, concepito come una serie di scatole cinesi: dalla grande Storia, quella che studiamo sui libri e che talvolta tocca direttamente le nostre vite, al tempo individuale della vita, fatto di attimi piccoli e grandi, fino alle storie di tutte le forme di vita non umane che condividono con noi spazi e tempi spesso invisibili alla nostra percezione. Lavoriamo affinché spettatrici e spettatori possano cogliere queste connessioni, percepire la rete di relazioni che attraversa il mondo e riflettere su come ogni presenza, umana o non umana, contribuisca a trasformare lo spazio e il tempo che abitiamo. In questo senso. 
Fra i suoi lavori più significativi vi sono performance e installazioni tradotte in numerose lingue e presentate in oltre 30 Paesi in Europa, Asia, Australia, America del nord e America del sud. Una regista del mondo. E per la Svizzera?
Alla mia attività artistica affianco il coordinamento e la curatela di numerosi progetti nazionali e internazionali. Dal 2020 siedo nella Commissione culturale consultiva del Cantone Ticino come presidente della Sottocommissione arti sceniche e performative e dal 2021 sono co-presidente dell’associazione nazionale t. Professioni dello spettacolo Svizzera. Nel 2017, insieme al mio partner artistico, Ilija Luginbühl, ho ricevuto il Premio svizzero del teatro per l’originalità della ricerca artistica. Nel triennio 2024-2026 Trickster-p, di cui sono direttrice artistica, è compagnia residente al LAC Lugano Arte e Cultura - Lugano.
Trickster-p è sostenuto da una convenzione triennale che coinvolge Pro Helvetia, il Cantone Ticino, la Città di Lugano, il Comune di Novazzano e il LAC – Lugano Arte e Cultura. Queste convenzioni, solo 12 in tutta la Svizzera, uniscono partner locali e nazionali per sostenere compagnie di rilevanza internazionale. Una rete di sostegno per mantenere l'arte indipendente?
Nel nostro caso c’è un aspetto unico: anche un teatro aderisce alla convenzione, creando una collaborazione rara e virtuosa. Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che ci permette di consolidare il nostro lavoro e migliorarne costantemente la qualità. Questo sostegno ci apre anche nuove possibilità oltre il Cantone. Il progetto Common Land, ad esempio, ha coinvolto Theater Casino
Zug, Theater Stadelhofen Zurigo, Theater ROXY Basilea, Triennale Milano Teatro, TAK Theater Liechtenstein, oltre a Canton Basilea, Canton Zugo e Città di Zug. 
Quindi anche la cultura genera un ritorno economico? E' possibile quantificarlo?
Certo, siamo un esempio di come investire nella cultura porti benefici concreti sul territorio: ogni franco investito produce almeno 2,5 franchi di indotto economico. La cultura, soprattutto quella indipendente, ha bisogno di sostegno: non è solo un valore sociale e di coesione è anche un vero motore economico. Deluxu.it Magazine - Copyright