Valeria Damato, imprenditrice e stilista è una donna decisa, amante del bello e del valore dell'artigianato di qualità. Da tempo sta ampliando il brand che porta il suo nome. La conosciamo per i suoi costumi mare colorati e ricchi di dettagli preziosi, per la famosa jumpsuit pratica ma pur sempre elegante e per la sua filosofia di business: creare pezzi unici come i costumi da bagno della linea Valeria Damato Beachwear. L’alta artigianalità del ricamo e la qualità delle materie prime li rende ricercati e destinati ad un numero ristretto di persone. "Tutti noi ci sentiamo speciali quando indossiamo qualcosa che è stato pensato e creato solo per noi", ci confida in un'intervista in esclusiva dove rivela alcuni suoi segreti. "Nel 2012 ho cominciato a pormi la domanda su quale fosse la cosa che sapessi fare meglio, che mi rappresentasse appieno ma che, soprattutto raccontasse il mio amore per la tradizione italiana. Avevo appreso da mia madre l’arte di ricamare con le perle. L’avevo vista ricamare il vestito da sposa di mia sorella e anche io volevo essere capace di creare quella magia che, con pazienza e tenacia, nasceva ogni giorno dalle sue mani. Così ho cominciato a ricamare i mie costumi da bagno. Ancora oggi posso dire con orgoglio che la mia famiglia è la mia vera ricchezza, la vera essenza del mio concetto di lusso", racconta la stilista.
Qual è oggi il vero valore di un prodotto di lusso: la qualità, la creatività, l’esclusività o l’esperienza?
Senza ombra di dubbio l’esclusività, perché è l’unico ingrediente che contiene inevitabilmente gli altri tre; il prodotto esclusivo non può prescindere dall’artigianalità e dalla qualità, soprattutto quello creato in Italia: i tempi di realizzo del vero made in Italy sono lunghi e l’artigianato di alto livello può produrre solo un numero limitato di creazioni.
Come sono cambiate le aspettative dei clienti dell’alto di gamma e quanto è cambiato il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lusso?
I giovani che sono stati travolti dal fast fashion hanno scoperto finalmente il valore del vero prodotto made in Italy, quello dei grandi sarti italiani e (anche francesi) attraverso il vintage scovato soprattutto negli armadi delle nonne. E questo sta permettendo loro di superare il concetto superficiale di “marca”. Hanno scoperto quanto un capo, dal taglio sartoriale, realizzato a mano, con la cure e le capacità rare dei nostri sarti e l’unicità del pezzo possano farli sentire speciale.
Quali differenze riscontrate tra i clienti dei diversi mercati internazionali? E soprattutto su quali mercati scommettere?
Gli stranieri amano il made in Italy forse più di noi. Le mie clienti straniere, dagli Usa, al sud Africa, dalla Russia (un tempo) agli emirati Arabi e molti paesi dell’Europa, amano indistintamente i miei capi, non ci sono preferenze in base alla provenienza ma solo amore per il bello. Anche perché quando creo non penso mai al Paese da cui potrebbe provenire la mia cliente ma solo a ciò che può toccare gli occhi e l’anima di chi guarda. In Questo momento scommetto sulla mia attività in Italia cercando di portare qui i clienti internazionali. Ho preso sempre più consapevolezza che l’esperienza dello shopping sta perdendo ogni giorno di più il suo fascino perché oggi tutto ciò che viene prodotto si può trovare in ogni angolo del mondo. Infatti, pur viaggiando molto ho quasi perso il desiderio di acquistare abbigliamento in altre città perché trovo tutto qui a Milano, a due passi da casa mia. Forte di questa consapevolezza ho deciso che il mio prodotto sarebbe stato disponibile solo qui a Milano, nel mio Atelier ed in altre strutture esclusive come hotel di lusso e relais chateaux per i quali, realizzo sempre e comunque pezzi esclusivi.
Ci parla della nuova collezione autunno inverno?
Nella nuova collezione, nata perdendomi tra i libri, le foto e i film di Greta Garbo sono presenti Jumpsuit in ecopelle ricamate e non e jumpsuit gessate con kimono abbinati, camicie dal taglio maschile, manicotti in pelle lunghi al gomito e polsini e colli ricamati, questi ultimi, da sempre, tra i nostri prodotti di punta.
La jumpsuit è sempre un vostro must?
La jumpsuit è sempre presenti nelle mie collezioni perché è il capo che appieno rappresenta la mia filosofia: in un corpo libero di muoversi anche la mente è più veloce. E Nulla, come le mie Jumpsuit lascia questa libertà di movimento nonostante sia un capo che rimane impeccabile e raffinato anche per più di 24 ore. Inoltre dopo 12 anni dalla prima jumpsuit le clienti continuano a chiedermi, ancora oggi, i due capi cult come la Giulia e la Sabina, nei nuovi colori e nelle nuove fantasie.
Avete in programma acquisizioni o un'eventuale quotazione in borsa?
Pur guardando sempre con attenzione al mercato azionario ed essendo questo tra le mie più grandi passioni, penso di avere ancora molta strada da fare. Tuttavia per mia curiosità e formazione studio i marchi di moda che hanno deciso di quotarsi in borsa, per comprendere ed imparare dalle loro strategie. Ed è così che ho imparato, aiutata dal mio commercialista Gianluca Pontarelli a leggere e comprendere i bilanci. Non di meno ho sempre sotto controllo i marchi di alta Gamma che invece hanno deciso di non quotarsi rimanendo legati alla famiglia fondatrice, per capirne appieno motivazioni e valori.
Il lusso può contribuire a preservare mestieri, competenze e patrimoni culturali che rischiano di scomparire?
Penso che sia l’unica strada che consenta di farlo a meno che non si trasformino i costi del lavoro, soprattutto nel settore dell’artigianato, che le aziende devono affrontare. E’ inevitabile che un capo che viene ricamato a mano, con materie prime di altissima qualità costi molto a chi lo produce. Il costo non potrà mai essere "spalmato" su un numero consistente di prodotti tale da abbatterne il prezzo perché un prodotto del genere è per sua natura a tiratura limitata.
Temete l'IA? Quale impatto avrà l'intelligenza artificiale sul design, sulla produzione e sulla relazione con i vostri clienti?
Penso che l'intelligenza artificiale semplificherà diverse fasi del processo produttivo e della fase comunicativa ma c’è il pericolo che i clienti arrivino a percepire un livello di perfezione plastificata che, per sua natura esula dalla creatività umana. Creerà sicuramente degli stravolgimenti del mercato del lavoro e non penso che questo si possa impedire. Forse dovremmo anticiparla adattandoci a nuove forme di lavoro. Ma questo è sempre successo nel corso del tempo. Tanti lavori del passato oggi non esistono più, si sono evoluti, trasformati oppure sono scomparsi. L’intelligenza artificiale sarà sicuramente in grado di creare l’impossibile ma credete davvero che sia capace di trasmette quella magia e quella grandezza che solo mani, mente e cuore insieme possono essere in grado di realizzare? Deluxu.it Magazine